venerdì 15 agosto 2008

vacanze...

mercoledì 23 aprile 2008

Il Pennsylvania sceglie la Clinton


A vincere in Pennsylvania è stata la senatrice di New York con il 55% dei voti contri i 45% ottenuti dal suo sfidante Barack Obama. E se l’ex first lady dà già per vinta la “guerra” il senatore dell’Illinois ricorda: «quella della Clinton è stata solo la vittoria di “una battaglia”».

Il vento è cambiato, sulle primarie americane tira una nuova brezza. La senatrice dello stato di New York, Hillary Clinton, si è presa la sua rivincita; e lo ha fatto in uno degli stati “clou” del paese, la Pennsylvania. Con uno scarto di quasi dieci punti percentuali, l’ex first lady, si aggiudica il 55% dei seggi contro i 45% del suo sfidante Barack Obama.
I motivi per ricordare queste primarie 2008 per le presidenziali saranno molti. Due persone che continuano a sfidarsi all’ultimo colpo per raggiungere la casa bianca; due leader che, a prescindere dall’esito finale, hanno di certo rappresentato una novità nella storia delle elezioni americane. Lei, donna, bianca, già padrona delle stanze della casa bianca che, girò e visse in qualità di first lady, quando Bill Clinton era presidente degli Stati Uniti, composta nei suoi mille tailleur a tinte unite, forte nello sguardo e sicura di sé come poche donne riescono ad essere. Lui, uomo, di colore, primo nella storia degli Stati Uniti a correre per diventare presidente; carismatico, abile oratore, nonché convincente e amato principalmente dall’elettorato giovanile, che vede in lui, la vera e sola possibilità di cambiare il corso della storia politica americana. Due facce di una sola medaglia destinate, però, a non guardarsi mai. Una campagna elettorale, la loro, segnata da parole forti, azioni altrettanto “illuminate”, condotta dai rispettivi staff con una tenacia che farebbe invidia persino ad Harold Laswell, e che continua a dimostrarsi come uno tra i migliori prodotti politico-mediatici degli ultimi tempi.
E la strada è ancora lunga, e non a torto, in salita per entrambi i candidati democratici. Ma quella del voto in Pennsylvania è stata forse la strada meno sterrata per la donna di New York e il senatore dell’Illinois. Se il 60% dell’elettorato che detiene un’arma ha votato per Hillary, contro il 40% che ha scelto Obama, con molta probabilità anche per effetto delle ultime dichiarazione del candidato di colore per il quale «la classe lavoratrice in america è frustata e cerca rifugio nelle armi e nella fede», l’uomo dal sorriso smagliante e dalla camicia con le maniche rigirate fino ai gomiti, gode ancora di un vantaggio numerico tra i delegati sostenitori, 1694 voti contro i 1556 dell’ex first lady. Non solo, Barack Obama ha in più un piccolo ma sostanziale vantaggio, quello di non dover fare l’elemosina ai suoi elettori. Stando, infatti, agli ultimi dati, diffusi dalla Federal Election Commisson, ad aprile la Clinton poteva contare solo su 9,5 milioni di dollari e debiti per altri 10 milioni, mentre Obama ha in cassa oltre 40 milioni. Ed è proprio per questo che la Clinton, di fronte una folla in festa per l’esito in Pennsylvania, non ha perso tempo per “battere cassa”: «il futuro di questa campagna elettorale è nelle vostre mani» messaggio palesemente destinato a chiedere un supporto, oltre che ideologico, sostanzialmente economico ai suoi supporter, chiedendo senza alcun segno di vaga “vergogna” di metter mano al portafogli e andare sul suo sito web per versare un contributo. E se molti troverebbero uno spunto valido per criticare le richieste della Clinton soprattutto tra i sostenitori di Obama, la senatrice di New York non si scompone di una virgola e tenacemente dichiara «c’è chi mi vorrebbe fuori ma il popolo americano si merita un presidente che non molla e io non mollo» perché ha aggiunto la Clinton l’America ha bisogno di un «presidente pronto sin dal primo giorno e io posso essere quel presidente». Di contro, il suo avversario non demorde e, se la Clinton si ritiene l’unica a poter guidare gli Stati Uniti, il senatore dell’Illinois cerca di riportare l’ex first lady “con i piedi a terra” e togliendosi, dopo il risultato della Pennsylvania, qualche sassolino dalla scarpa, riconoscendo, però, la vittoria della Clinton, si è dichiarato sereno: «abbiamo combattuto una formidabile gara e siamo riusciti - ha continuato Obama - a colmare il divario iniziale». E appellandosi agli elettori ma soprattutto a quei 796 delegati che, a fine agosto a Denver, sceglieranno tra lui e la Clinton, ha “preannunciato” lo scenario del possibile futuro se a vincere fosse la Clinton «possiamo usare la paura come una tattica e la minaccia del terrorismo per spaventare gli elettori» possiamo ma di certo, ha lasciato intendere, non sarà la scelta migliore.

lunedì 14 aprile 2008

Politiche 2008: "Buonanotte all'Italia"

Una delle canzoni più passate alle radio, in questo periodo, è “Buonanotte all’Italia” di Luciano Ligabue. Ora il senso, da poter estrapolare, dalle rime della musica dell’uomo di Correggio, può essere ampio; alla fine ognuno prende da una canzone ciò che vuole. Fatto sta, di una cosa si è certi: il titolo, a torto o ragione, può senz’altro esprimere in due parole l’ultimo esito delle politiche 2008.
Silvio Berlusconi ha vinto, e di nuovo salirà a palazzo Chigi in qualità di presidente del Consiglio. Ha vinto non per merito del Mpa, che ha toccato a stento l’un per cento sia alla camera che al senato, quanto per il risultato “meraviglioso” della Lega (e nel termine meraviglioso ognuno può prendere il senso d’approvazione come quello di critica). Il partito di quell’ Umberto Bossi, malconcio, per il quale si deve tener ben teso l’orecchio, per poter capire ciò che dice, ha stravinto al nord. E non solo. Casini da che ha inveito contro il leader dai “cento denti e dai mille lifting” ora, sicuro dei suoi 36 deputati e 3 senatori, come una “cagnolino che ha ritrovato l’osso perduto” fa i complimenti al vincitore. La politica… non smetterò mai di commiserarla e di apprezzarla. Ed ora ciò che ci si aspetta è la nuova legislatura firmata dall’uomo basso e forte di Arcore, dall’uomo assolto allo Sme, dall’uomo che “paga due miliardi di lire al giorno in tasse per la sua creatura Fininvest. Ci si aspetta l’onore al programma sottoscritto da Berlusconi e dagli uomini del carroccio. 12 ministri, 60 tra sottosegretari e quant altro, la probabile e ipotetica abolizione del bollo auto e moto, e la più annunciata, quella dell’Ici, l’abbassamento al 33% per gli oneri degli italiani alle casse dello stato, le pensioni e quei poveretti che fino ad ora hanno campato con meno di 500 euro al mese. E i precari? Io non ho ben capito quali saranno gli obiettivi da raggiungere. Veltroni aveva promesso uno stipendio minimo per ogni precario che sarebbe oscillato tra i mille e i mille e cento euro al mese, ma l’uomo della festa del cinema di Roma ha perso, non si “può più fare”.
Dal loft davanti al Circo Massimo silenzio stampa e, mentre nelle prime reti televisive si fanno la guerra Mentana, Vespa, Fede (che ha avuto la vergogna di invitare a parlare delle elezioni Alba Parietti) per gli esiti delle elezioni, gli italiani alcuni gioiscono alcuni restano senza parole.
C’è chi sostiene come il voto sostanziale alla Lega sia “stato un voto di denuncia” fatto sta che il federalismo fiscale, con molta probabilità sarà fatto, e mentre la Santanchè per porre qualche spiegazione al risultato inutile della “la destra”(2%) si definisce soddisfatta mentre il suo scudiero, che da ragazzo girava per Roma con le catene tra le mani (Storace) parla di “miracolo, Fausto Bertinotti si lecca le ferite. Non ha raggiunto il quorum al senato ma cosa peggiore non lo ha raggiunto neanche alla camera. La sinistra esce dal Parlamento dopo anni di storia, quella sinistra plasmata, modificata, da quella che una volta poteva essere l’espressione di un uomo e non solo, come Berlinguer sparisce dal governo. Neanche all’opposizione. La falce e il martello vengono completamente buttate nel cassetto. Già ci aveva pensato l’ex presidente della camera a togliere quel simbolo forse “obsoleto” per i tempi attuali soppiantandolo da un arcobaleno colorato, che però nessuno ha visto. Su Bertinotti si è scatenato il nubifragio. E questa è la vera sconfitta, novità, delusione delle politiche 2008 la sinistra radicale dell’Italia se ne va…ora ce solo da chiedersi, per alcuni da sperare, che possa forse un giorno tornare a trovare una sua “ragione”.

martedì 8 aprile 2008

SEI CRESCIUTO NEGLI ANNO '90 SE...

... ricordi tutti e cinque i nomi delle spice girls, costumi orrendi compresi
... giocavi al nintendo 64
... eri un'appassionata di beverly hills 90210
... ascoltavi la musica alla radio, massimo col mangianastri!
... compravi il calippo fizz alla cocacola e il luke
... collezionavi ciucciotti colorati e di plastica
... ancora ti stai chiedendo che fine abbia fatto carmen san diego
... conosci il significato di 'togli la cera, metti la cera'
... i power rangers erano il telefilm più bello del mondo
... e subito dopo venivano otto sotto un tetto e willy il principe di belair
... giocavi con l'hula hop
... i pattini avevano ancora quattro ruote NON in fila
... guardavi i miei mini pony, alvin superstar e le tartarughe ninja
... barbie era ancora sposata con ken
... non esisteva mercoledì senza una copia del topolino (o minnie&co o il giornalino di barbie)
... giocavi a twister (ed eri ingenuo abbastanza da non pensare a strane mosse)
... compravi cioè e andavi orgogliosamente in giro con tutte le cinfrusaglie che vi erano allegate
... hai visto titanic almeno tre volte, di cui due al cinema e di fila
... usavi gli orecchini stick di gomma
... amavi blossom e bayside school
... ricordi chi sono i five e il loro trashissimo video con la sagoma di cartone
... non esistevano internet e gli sms e ci si chiamava ancora a casa per mettersi d'accordo per le uscite
... mangiavi la girella per merenda
... collezionavi i paciocchini!
... gli insegnanti ti facevano leggere i ragazzi della via pal, piccole donne e l'isola del tesoro
... adoravi il gusto di gelato al puffo!
... hai rivisto mille volte la sirenetta, la bella e la bestia e aladdin
... non ti perdevi la solita replica natalizia di 'mamma ho perso l'aereo'
... giocavi coi lego e crystal ball!
... ti stai ancora chiedendo come facesse puffetta a soddisfare le voglie di tutti i puffi!
siamo la generazione nata negli anni '80 (anno più,
anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri
genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, nè abbiamo visto lo sbarco sulla
luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, nè abbiamo votato il
referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi
Mondiali di Italia '90, con la mascotte Ciao. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci
dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di
quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori
e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto
tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo
stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere
andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a
colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu
con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da
ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Non andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a
fare la Maturità e i pionieri del 3+2!
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
Sentieri e i Visitors, Twin Peaks (ti piacquero
allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto
per Candy-Candy, ci siamo innamorate d ei fratelli di Georgie, abbiamo
riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina
D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una
generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre
fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto
nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo,
abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni
improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più
giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno
fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO
NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che
internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud
Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik
Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo
emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba
Bubba erano male, per non parlare dei chicchirichì; al supermercato le cassiere ci davano le

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità
tutto questo per dire una sola cosa: non siamo,né abbiamo la pretesa di essere perfetti, ma siamo nati semplici, i nostri 12 anni per le femmine si passavano a giocare con le barbie e i playmobil non andando in giro già con la minigonna.
Eppure il tempo per metterla, la minigonna l'abbiamo trovato.

sabato 22 marzo 2008

...

venerdì 21 marzo 2008

1908-2008 Cent'anni di donne

giovedì 21 febbraio 2008

c'è sempre qualcosa che rimane..."tra le pagine chiare e le pagine scure..."